Movimento 5 Stelle Avvia Petizione al Sindaco su Acqua Pubblica

Acqua

Comunicato del Movimento 5 Stelle di Recanati

Nonostante i cittadini italiani si siano espressi con un Referendum, l’acqua pubblica è ancora gestita da aziende private con scopo di lucro.

I cittadini di Recanati stanno pagando una quota non dovuta per il Servizio idrico e dovrebbero ottenere un rimborso per questa quota che, indebitamente, è stata fatta pagare dal luglio 2011 ad oggi.

L’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, sono elementi su cui si basa l’essenza stessa della vita, indispensabili per l’esistenza, ed è per questo che sono beni comuni. Il diritto ad un’acqua pubblica, cioè ad un’acqua di tutti e per tutti; il diritto ad un’aria salubre e respirabile, e ad un ambiente vivibile, sono diritti inalienabili dei cittadini. Nel recente passato, in modo subdolo e silenzioso, attraverso la privatizzazione dell’acqua qualcuno ha provato a negare questi principi così evidenti, frapponendosi tra i cittadini e i loro diritti naturali, e pretendendo di lucrarci sopra. Magari questo qualcuno sta già pensando di farci pagare anche l’aria che respiriamo …! Cosa è successo in passato? I cittadini italiani il 12 e 13 giugno 2011 hanno democraticamente sancito, con una maggioranza schiacciante (il 96% della popolazione che si è recata a votare), che l’acqua è un diritto di tutti e non una merce. Votando Sì ai due quesiti referendari sull’acqua, hanno chiaramente stabilito: che il Servizio idrico non deve essere più privatizzato (ri-pubblicizzazione dell’acqua); che sia abrogata la possibilità di “determinare la tariffa del Servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”, concetto che aveva introdotto all’inizio degli anni 2000 la possibilità di fare profitto con l’acqua.

Com’è la situazione oggi? A distanza di quasi due anni dal Referendum, la volontà dei cittadini non è stata rispettata e, anzi, è stata addirittura sbeffeggiata e ridicolizzata. Di ri-pubblicizzare la gestione del Servizio idrico non se ne parla neanche ed inoltre continuano illegittimamente ad addebitarci in bolletta una quota pari al 7% degli investimenti effettuati dal gestore del Servizio idrico (la cosiddetta componente relativa all’adeguata remunerazione del capitale investito). Non solo: oltre al danno la beffa, perché nessuno sa a quanto ammonta questa quota! Provate a trovarla nella vostra bolletta. E’ impossibile! Infatti non è indicata da nessuna parte ed è camuffata in mezzo ad altre mille voci che non fanno altro che confondere le idee.

Insomma: trasparenza zero! ASTEA, AATO3, Autorità per l’energia si “rimbalzano” le responsabilità, le competenze, i tempi di attuazione, le modalità di calcolo: un muro di gomma a protezione degli interessi privati, contro cui il cittadino vede respinto il suo sacrosanto diritto alla restituzione dei soldi di cui è stato defraudato dal luglio 2011 ad oggi, senza neppure poter sapere quant’è l’ammontare del proprio credito.

E ora cerchiamo di cambiare il futuro! Eh già, perché i cittadini di Recanati vantano un credito nei confronti di ASTEA S.p.A. per tutto quanto illegittimamente addebitato dal 2011. Così, dopo aver approfondito la tematica con i Movimenti per la difesa dell’acqua pubblica, il Movimento 5 Stelle di Recanati ha deciso di promuovere, dal 18 maggio (ci troverete per l’occasione in Piazza Giacomo Leopardi con il consueto banchetto a partire dalle ore 9.00 ed inizieremo la raccolta delle firme) fino a tutto il mese di giugno, una raccolta firme per una Petizione popolare indirizzata al Sindaco di Recanati, in cui chiede all’Amministrazione Comunale:

1) l’affidamento del Servizio di gestione e distribuzione dell’acqua ad un’azienda completamente pubblica, senza scopo di lucro, posseduta interamente dalle Amministrazioni locali, che abbia come unico obbiettivo una gestione efficiente del Servizio ed una tariffazione basata esclusivamente sul mantenimento della struttura (costi di gestione, manutenzioni, costo del personale).

2) di attivarsi al più presto, presso le sedi competenti, per scomputare la remunerazione del capitale investito dalle bollette idriche di ASTEA S.p.A. e restituire il maltolto ai cittadini.

E’ possibile firmare la petizione anche Online cliccando qui

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

Powered by WordPress